Il Silmarillion
Fantasy / 29 aprile 2015

Recensione:  Il Silmarillion di J.R.R. Tolkien Ho procrastinato la stesura dei miei pensieri sul Silmarillion per troppo tempo. L’idea di parlarne mi era venuta già a febbraio, e mi dissi che per luglio dovevo aver finito. In realtà al 31 luglio non avevo scritto una sola parola al riguardo, e la bozza Silmarillion conteneva solo il nome dell’opera. Parlare di questo libro è avvilente, come lo è per tutti i grandissimi romanzi, come lo è per Ulisse, come lo è per Don Chisciotte, come lo è per Guerra e Pace. Bisognerebbe leggerlo e basta. Perché, non mi vergogno a dirlo, quest’opera è, al pari di Ulisse, una delle più straordinarie del Novecento, perché della letteratura novecentesca e dell’Ulisse rappresenta l’antitesi totale. Perché il novecento, lo sapete tutti, ha cercato in ogni modo di eliminare le convinzioni, le certezze e le verità della vita umana, per dirci che siamo qui, non sappiamo perché e il perché non c’è ne c’è mai stato. E in mezzo a tutto questo un filologo che viveva in Sudafrica ed era follemente innamorato dell’Inghilterra, dell’Europa, delle Lingue e delle mitologie, trascorse la sua esistenza ad ideare un universo in cui quelle verità stavano ancora tutte in piedi….

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